Distacco del vitreo

La dimora del tempo sospeso

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Roberto Cescon
Distacco del vitreo
Mestre (VE), Amos Edizioni, 2018

La poesia di Roberto Cescon, in questa raccolta, esiste come forma rappresentativa di una natura circostante: piantagione in piena luce, sotto qualcosa che da lassù turba, una luna dentro il suo percorso. Il significato è anzitutto condizione primaria, niente può scavalcarlo né essere sottratto alla volontà predominante dell’autore: chi può negare la concretezza di questi corpi, viventi ancora prima di parlare? La biologia che gira dentro le poesie assicura e difende un mondo, e non viene mai meno alla propria essenza. Biologia capace di visioni, si aggira fra materie minerali con qualche timore, adombra gli abissi circostanti e consegna a sé stessa un interesse esclusivo: la verifica della realtà. O meglio, dell’unica realtà percepita dai nostri sensi principali. Uno di questi appartiene all’occhio.

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La luna nel bicchiere

La luna nel bicchiere

al quartiere della movida
addentano luccichii
bevono la luna nel bicchiere

dopo l’alto livello dei decibel
un silenzio striscia lungo i muri
tra vertigini di ebbrezza

chi saprà decifrarli
i respiri spezzati dove la parola
impastata annega

e nel cuore
incenerisce la carezza di un dio

Controllare il sogno

Controllare il sogno

è diventata la sua arte
ne sa uscire
e rientrare quando vuole
e secondo l’umore persino
programmarlo

mentre prende sonno
basta che si concentri
e in vividi colori le appaiono
pesci uccelli fiori
vasta varietà di flora e fauna
finestra su cui s’affaccia
un mondo altro

nel suo luogo di degenza
un bell’evadere dal grigiore è vivere
questo exo-esistere
parallelo

lei divenuta oggetto di scherno
un libro aperto
lei amica-madre dei gatti
col loro gnaolìo alla luna

Immagini passeggere

Immagini passeggere

la composizione dell’apparire
di cui è fatto il mondo – maya
se vuoi o fuoco dipinto

in questo vortice d’ombre
noi siamo
a noi stessi estranei: forse polvere
di stelle o solo immagini
passeggere

specchiate in un vacuo sogno

[fuoco dipinto: da un verso di Maria Luisa Spaziani]

Le vele

Le vele

le vele le vele
decantate dal visionario di Marradi
sui verdi mari del sogno
dove prende l’anima il largo

bianca schiuma ti spruzza
chiarore selenico
dipinge di poesia il cielo

[Dino Campana, poeta, di Marradi – 1885- 1932]