Poesia in Rete

Foto di Raoul Hausmann (dettaglio)

Non ti ho mai tanto amata.
Azzurra come notte che declina,
eri l’impenetrabile scudo della testuggine
che si sottrae sotto la roccia all’amorosa venuta della luce.
Eri la lenta ombra
che cresce tra le dita quando in terra dormiamo solitari.

Non servirebbe baciare l’oscuro tuo crocevia di sangue che svaria,
dove a momenti il battito fluttuava
e a momenti mancava come un mare che sdegna l’arena.
L’aridità vivente di occhi stanchi
che io scorgevo attraverso le lagrime
carezzava e feriva le pupille
senza che per difesa la palpebra calasse.

Amorosa figura
quella del suolo le notti d’estate
quando giacenti in terra si accarezza questo mondo che gira,
l’aridità oscura,
la sordità profonda,
l’oscurità totale
che trascorre come ciò che piú dista da un singhiozzo.

Tu, misero che dormi
senza vedere questa luna tronca
che gemendo ti sfiora lievemente;
tu che viaggi remoto
con la secca…

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