BARBARA KORUN

Sulla notte dell’estate nera

Ho fatto un passo fuori in giardino
per cogliere un fiore per te –

lui ha scosso le sue foglie sul mio volto,
respingendomi testardo,
graffiandomi con le sue spine.

Ora ti aspetto
all’angolo della casa,
me ne sto ferma lì

e sento
la rosa tremare
nella mia mano,
è calda, sangue nero
fuoriesce
nell’oscurità.

*

Due Dei

I.

quel dio viene
pesante ed enorme
spinto così lontano
dal paradiso
angelo potente
un angelo con un germoglio
bisbigliando nel mio orecchio
si è piegato sopra me, splendendo
e mi bisbiglia

tutta questa strada
così tanti anni passati
perso distrutto
tutto quello che hai è questo momento
questo solo
quando ti bisbiglio
sei niente niente
polvere dimenticabile
e ti amo
Ti amo

angelo
angelo con un germoglio
perfora
il mio cuore bruciante

II.

questo dio
dimora nell’oscurità
viene da sotto
da dentro
dagli abiti dorati di icone
dalle nervature scure
viene pulsando
illuminato sopra
da candele
sottili come capelli

questo dio
abita nei santi
fiumi sotterranei
nelle voci momentanee
e con fede
sorge
direttamente
nel cielo

con un respiro fragile
con la brezza più soffice
mi parla

*

Respirando insieme

Puoi
raggiungermi
dovunque
in profondità come puoi;

nel piacere,
nel dolore
slitto via
da te;

nella lingua,
nelle parole,
qui
stai respirando
dentro me, mi inali
interamente.

*

Da La parola nomade

(Traduzioni di Anila Resuli dall’inglese)

http://parolanomade.blogspot.it/2007/05/barbara-korun.html

*

Annunci