Giuseppe Conte

da: Non finirò di scrivere sul mare

(…)
E scriverò di te,
sempre di te, delle tue amare
verità di sale
della gioia che dai alle vele,
di te che sei ciurma e solitudine
di te che sei infinito e finitudine
padre o madre o fratello primogenito
spalancato come un abisso,
segreto come una conchiglia
sempre al di là di quello che possiamo conoscere –
e se ti contraddici è perché sei libero
e per i liberi – non finirò di scrivere
su di te mare, il sempre mare,
non finirò di cantare
di te.

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