Roberto Maggiani

Da: Nella frequenza del giallo

.

Di questo Universo sappiamo poco –
sembra di cartone. Ci sono resti sparsi
e nuovi mondi, nuovi soli
nuove terre.

C’è un silenzio grave
come il mare d’inverno –
un continuo rumore di fondo
modulato sulle galassie…
eppure nelle frequenze superiori
da sempre sul nostro capo
c’è il bagliore della creazione
di una più vasta specie
di cervelli e tecnologie –
un unico popolo universale:
è la cosmonità.9

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9 È un neologismo (così a me risulta essere) che ho introdotto per indicare l’insieme di tutte le creature intelligenti e coscienti nell’Universo, in qualunque stadio evolutivo si trovino. L’umanità fa parte della cosmonità.

*

Ho attaccato la vita
dalla terra e dal mare –
per un attimo ho creduto di sconfiggerla
centrando il bunker
in cui nasconde i suoi codici
e le sue misure.

Era nel mio cervello
dove si configura quel processo
immediato e semplice
di sovrapposizione
di stati di realtà
e l’intelligenza avviene
secondo una biologia quantistica.

Che significato ha quel silenzio nero
che si nasconde qui da dove guardo?

*

Il significato

Era una parola
riflessa in uno specchio d’acqua –
vagava – priva di accezione –
spersa tra le molecole –
nell’incandescenza
o nel grigiore delle ere.

Nel cervello trovò
qualcosa che assomigliava
al suo significato

*

Senza rancore

Le poesie vivono nella noia della carta
ammesso che possano dirsi vive.
In effetti hanno accenti che dettano ritmi
battiti e pulsazioni simili a un cuore
che s’accontenta – respirano aria
dalla bocca che le dice –
ma nelle orecchie che le ascoltano
si fanno delirio, intelligenza o sentimento.
È allora che le poesie
per quanto difettose
senza rancore divorano la noia.

*

Cantante

a Adele

1

All’elevarsi della tua voce
scompare la creatura molecolare –
non c’è luogo che possa diventare silenzio –
arretrano i rumori –
le disarmonie affondano nella terra.

2

Al tuo canto precipitano tutte le dissonanze
sei fuoco che incendia la pioggia
ogni squilibrio è sospeso.

*

La poesia è donna.
Gli uomini poeti
hanno invece la speranza
che le parole gettate
dalla finestra dell’anima
in caduta si compongano
in un senso di bellezza.

*

Di soprassalto torno all’esistenza.
Dove sono stato questa notte?
Nel sonno profondo scompare il tempo.
E quando nell’improvviso ritorno
il pensiero riprende le terre
nell’alba della mente
il torpore s’allontana dal corpo
i sensi riprendono coscienza.
Potevo non tornare – me ne sarei accorto?
O la realtà si sarebbe disintegrata
come se mai fosse stata?

*

F. La R.

Sei apparso su questa terra
ed hai ventisette anni precisi.
Sei ritagliato dal cielo come la neve –
non sporchi la notte
con vasti sorrisi e scrivi poesie
che sono l’opposto del bianco.

*

1

Ho visto il futuro remoto
il punto certo della mia fine.

2

A chi consegnerò i pensieri
dopo la morte
quando le connessioni cerebrali
in disfacimento
mi lasceranno a un passo dal vero?

*

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