Paolo Polvani

Da: Il crollo di via Canosa

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Linea di confine

Il sonno si attesta come linea di confine.
I corpi sono disseminati lungo la struttura
vegetale della notte, aderiscono all’abbraccio
della casa con la disposizione delle gambe, una certa
rigidità del tronco, un gesticolare inconsapevole.

La partitura musicale delle tenebre si affida
a sottili scricchiolii, a un improvviso
dilatarsi del respiro, un vago scalpitare,
un agitarsi, una mano che tenta
il buio, un singhiozzo, una bocca aperta
una complessa ramificazione di gesti nell’oscurità.

La notte affranca dalla tensione muscolare, dalle
renitenze delle giunture, scioglie dalla concretezza
gravitazionale, concilia una vaghezza
che il buio irradia. Dove siete ?

In quale brusio della mente
immersi, in quali consonanze acquatiche ?

*

[…]

Qui ancora dormono corpi coi nomi stretti
tra i pugni, nel sigillo delle palpebre
che dona al risveglio un sussulto, un sibilo,
lo squadernarsi delle rondini.

*

Grido

[…]

la casa è un animale che s’atterra con gli occhi rovesciati.
È lì che si raduna il grido
il singhiozzo che afferra le radici, la voragine
che somma tutto il passato, stringe
la chiusa parentesi sul limitare di un’alba che precipita.

*

A volte si fa fatica a credere, si vorrebbe
piantare le mani nel costato, sporcarsi le dita
col sussulto del sangue, ma qui la ferita
è uno schianto di polvere, è l’urlo della saracinesca
che schizza, è il frastuono che annienta
e scava il solco di un brivido, indelebile e muto.

*

In forma di volo

Gli uccelli mangiano tutto il verde che c’è
la casa mi grava sul petto spinge sulla
mascella c’è un lavandino di fianco gli occhi
gonfi di calcinacci non vedono altro
che stupidi uccelli rimpinzarsi di verde

le braccia intercettano un armadio e un sospiro
come di biancheria ma la voce ormai
non mi appartiene più è uscita
con quel solo grido, di fretta, tra il soffitto
e le lampadine che scoppiavano
il freddo delle ossa si confonde col pavimento

il destino è aspettare, aspettare
che gli uccelli divorino il verde
lo restituiscano in forma di volo

*

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