Poesia in Rete

Opera di Sigmar Polke Opera di Sigmar Polke

[…]

Quello che è scritto nel mondo è scritto da lato
a lato del corpo − e tu, pura allucinazione della memoria,
entra nel mio cuore come un braccio vivo:
il giorno porta i paesaggi dal loro interno, la notte è un grande
buco selvaggio −
e la voce si afferra a tutto lo spazio, dall’epicentro alle costellazioni
dei membri aperti: e irrompe il sangue
delle immagini feroci:
le rotule unite ai denti e,
come un sesso solcato:
la bocca espelle tra le ginocchia il suo grido con la profondità
di un paesaggio − un paesaggio strappato al mezzo della notte, con getti
di luce
precipitati: perché non c’è ricordo
dei giardini raffreddati con i loro piccoli pianeti
fotostatici
che levitavano − la follia è così vicina che il mio braccio
penetra nell’acqua, e questo studio dove scrivo
sale
dai precipizi curvi, forte fin dal profondo:

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