Felice Serino

LA VITA NASCOSTA # 4

.
Un cielo bianco di silenzi

(L’ortografia)

punto sul vivo
da strafalcioni
anche il foglio sembra aggricciarsi
attraversato da una fuga d’ immagini

in un bailamme di fonemi -dalle acque
del sogno a risalire strambe
parole nell’aria di cristallo-

illividisce
un cielo bianco di silenzi

*
Nell’uno

dal Tutto
ritrovarsi nell’uno
a vivere il sogno della carne

il sangue che cavalca il vento dove
crescono i passi

lacerato dalle lancette
d’un orologio interiore
un Lazzaro a sollevarsi da cento morti

*
Lo spazio d’un soffio

schegge di voci
di abbandono

il pallore di luna riflette
nel bicchiere luce ubriaca

occupi
lo spazio d’un soffio

in fine consegnerai
il nome

*
Il sogno di Dio

in seno a cieli
di cui non è memoria
assai prima del corpo
quando già da sempre era la Parola

il sogno di Dio

il Suo soffio

poi la fatidica
domanda “dove sei
Adamo”

e furono
i cieli
capovolti

*
Poesia-finestra

dici poesia intendi finestra

affaccio dell’anima
bagnata da alfabeti di lune

è finestra su un mare aperto
poesia

per l’orecchio del cuore-conchiglia

*
Brandelli d’amore (2)

falesie di pensieri
tesse ragno di luce

vertigine: come
sarà senza il corpo
-serbata la vita
nella Pietà del sangue

solo espanso
pensiero saremo?

ci consoli certezza
di portare in salvo brandelli
d’amore

*
Il tuo volare alto

l’anima spando sulla terra
a ricambiarmi una solitudine
ampia come il cielo

mi appresto a gran passi agli ottanta
e ancor più poesia ti canto
-del mio sangue azzurra ala

ai confini della sera in quel
farneticare che richiama la morte

il tuo volare alto
come preghiera

*
Il saluto spezzato

[11 settembre: a 15 anni dalla strage]

tutti ricordano dove si trovavano
in quei fatali attimi
quando il cielo si oscurava
ingoiando cenere e odio

tutti
ricordano -i superstiti- l’ultimo gesto
-uno per tutti la mano levata
quel saluto spezzato

come il battito dell’ora in cima
alla torre

come il pulsare del cuore
straziato

*
Gl’intoccabili

sì onorarli
i morti che
ci perdonano con un velo di pietà

quelli che sognarono
il loro eldorado
ragazzi degli anta presto
dipartiti

ora di qualcuno
d’essi verrà detto
era un pezzo di pane
-anche se di certo avrà
portato con sé i suoi scheletri

o si saranno nell’altra
dimensione dissolti

*
Ulisside

(l’ispirazione)

prende forma la vela
dalle profondità inconsce
la governa ulisside
o forse si lascia guidare

sull’infinito mare del sogno

speculari all’acqua
emergere vede parole

il fonema del canto
su curvature di luce

*
Nei miei sogni

c’è un donnone nei miei sogni
mi perdo fra le sue grandi mammelle
piccolo piccolo mi faccio e
come scricciolo
mi c’infilo
nel suo caldo grembo

al riparo degli tsunami del mondo
© Felice Serino

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