Da Aa. Vv.

Premio letterario nazionale

Il Giardino di Babuk – Proust en Italie

II edizione, 2016

.

MENZIONI SEZIONE A: POESIA

Cosmogonia dell’arrivederci

Ksenja Laginja

 

Succede che la prossimità m’invada all’improvviso

che l’acqua non smetta di arginare i confini

e i campanelli inizino a suonare contemporaneamente

come se una mano sola potesse toccarli tutti,

quasi fosse possibile il miracolo del verbo

quella inesplicabile magia appena sussurrata,

e poi succede altro, che la vicinanza si trasformi

divenga fardello inesplicabile, motivo di sconfitta.

*

Elegia per mia figlia

Emilio Capaccio

 

Ti ho immersa nel tempo

Ti ho immersa nel tempo con il bacio lungo di tua madre.

Ti ho dato da leggere la tua vita.

Ora il mondo è un po’ confuso. Giungono voci

contrastanti. Cadono e si rialzano i tiranni…

e non si parla tanto di Dio la domenica.

Negli scantinati ci sono topi che fanno rumore.

Vengono la notte ai piedi del letto con una candela

e berretti con un campanellino

a portare nei gusci delle noci gli incubi dei morti.

Ci sono voci di profughi e stridori di barche sul vetro

tra gli spifferi del vento nella piccionaia

forse è solo la ripicca di dicembre

o il dispetto delle foglie che al soffio si sono messe di taglio.

Vorrei poterti dire che la terra ha fame dei nostri fallimenti

che non ci sono anime avverse nell’uomo

che non c’era l’uomo quando aprirono i gas e accesero i forni

che non fu lui su Hiroshima a sganciare la collera…

che è tutto un equivoco, che mai torre è caduta

che piante e animali si sono accordati

per incastrarci con prove fasulle.

Sarebbe la cosa più discolpante che potrei dirti!

Ma siamo colpevoli, colpevoli di tutto…

colpevoli anche di questa bugia!…

però non sarei tuo padre se non ti parlassi di speranza

per questo ti ho messo in una culla

al sereno da tutto il lapidare della nostra natura

e al caldo, come la speranza, che è una bimba come te

che si battezza come te, nel nome del Signore,

e ha bisogno di ogni farfalla del tuo futuro

per non morire ai pollini dell’indicibile.

*

Versi a colazione

Gianfranco Isetta

 

UN’IPOTESI APPESA

T’ho scoperto in flagranza, già deciso

ad agganciare la luna, a trascinarla a fondo,

in tempo per aprire la porta dell’incontro

e risalire il grembo della vita

con la pazienza breve della luce.

Ti sarà cara agli occhi ed inattesa

forse c’è ancora spazio da inseguire.

Un’ipotesi appesa si lascia pronunciare.

*

Figlia fragile

Lorena Turri

 

NEL PECCATO NON COMMESSO

Sono albero e foglia

figlia fragile della mia maternità

colei che vive

nel peccato non commesso.

Dell’antica bugia so soltanto

che ha radici al centro della terra

dove il fuoco atavico riverbera sul mondo.

Delle stagioni vivo la neve e i temporali

e il frutteto in fiore dell’amore

in sintonia col vento.

Ardo nel frutto e nel succo mi spengo.

Dormo notti arcane

in controcanto onirico

abbracciata al mio mantra di pezza.

La chiarità del risveglio

non reca mai il tuo nome:

sei tu la sillaba mancante, il suono muto.

Quel vuoto astuto d’ogni mio big bang

*

www.ebook-larecherche.it

 

 

cigni

Annunci