Felice Serino

LO SGUARDO VELATO # 2
.

 
Così la vita

sprovveduto senza guardia
andavi giù al primo colpo
quello non previsto
neanche dall’oroscopo

groggy ammaccato
ti avvitava l’umana giostra
come rivederti bambino
tra la folla la volta che
t’eri perso

così
a portarti in giro
su piani inclinati
la vita

*

Dai vetri

the per due ed un sorriso
ricambiando lo sguardo
sopra il bordo della tazza

dai vetri il fermento
con gli ultimi guizzi di luce
e un altr’anno alle spalle

altro non t’aspetti
non la bottiglia dall’oceano
tutto già accaduto

pure
tenti glissare
sui sussulti del sangue

*

Nell’armadio

a volte m’invita a visitarlo
lo spolvero lo lucido e
grato mi si apre in un sorriso
tutto denti
m’improvvisa una danza

indossa una maschera per
l’occasione

si sente solo
quando
le volte non lo considero
lo sento frugarmi nelle viscere
nutrirsi del mio sangue

fortuna ch’è un tipo da
acqua in bocca

*

Le tue case di vetro

(ad Antonia Pozzi)

vi specchiavi la verde età
fuggitiva
dipoi a trapassare i vent’anni
la freccia di cupido

ti abbeveravi nei cieli
di Poesia
dove ora svolazzano
senza tempo
bianche colombe le pagine
di vita

vergate fitte
al rango di passioni accese

[Luoghi dove ha soggiornato o abitato: Misurina, Pasturo, Milano.]

*

L’essenziale

molto dire con poco
degli elementi solo
un accenno come una
pennellata
lasciare immaginare
-l’acqua che canta alla fonte
lo specchio del ghiacciaio che acceca

non è detto potresti  rinvenire
come in sogno lucido
tra il soffice manto
il messaggio
di quel saggio abitatore delle nevi

“per una vita proba
l’essenziale”

*

Dal principio Qualcuno mi sognava

la mia essenza
si specchia
nel bianco di cieli anteriori

dove
a iniziare voli
in un battere d’ali fuggono
piccole morti

e ad abbracciare il sereno
quel ricucire strappi
nell’azzurro

io sto da sempre
nella scia d’infinito nascere

*
Guerriera di luce

(a Santa Madre Teresa)

toccato dalle tue scarne mani
il derelitto
come angelo passava nell’aria

guerriera di luce tu
ultima tra gli ultimi
facesti tua
del reietto la dolorante carne

il tuo annullarti
consegnato alla sacralità del giorno

*

Allunate derive

visioni aprono varchi
nel cuore ove fanno eco
i ricordi e allunate
derive trattengono
vibratile fiammella

resta indefinito
sogno o piuma di nulla
misteriosa fanciulla che si piega
nello specchio

*

Sinergie

sognare
immerso nell’azzurra luce
il sogno sono io disincarnato
che prove di volo inizio
falena contro il soffitto
col sembiante del fanciullo luminoso

ah quel senso d’onnipotenza
nel guidare
me stesso entro la via regia *
vedermi ospitale
dare udienza ai miei morti
che risalgono pare
dal mare
per “incarnare” il sogno

*

Vita contromano (2)

(a James Dean)

il gesto del cogliere
la rosa sul filo del burrone
dove palpebra la luce
lo strappo
nella rete la smorfia che tradisce
quel mordere intestino

l’apparirti anamorfosi il mondo
che ravviva
non sai se deliri o sogni:

del tuo essere “bipolare”
ottenebrato splendere

*

In un levarsi di voli

scuce tempo Penelope sdegnosa
così noi a spaginare le ore morte

fuori dal tempo uroborico
in un levarsi di voli sarà voce
del sangue a dirci che forse
non sarà stato che un sogno la vita

 

Copyright Felice Serino

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