Francesco Aprile

Entropia del fuoco

 

2015-04-18

Possibile fare del pescato il pescatore

questa maglia di alghe ora veste a buio

l’azzurro sconforto del mare, la perdita

della tranquillità fa il pesce predatore

al nulla quando abbocca all’amo.

 

2015-04-19

Rimane scolpito l’umido nell’aria di quelle

sere che non tocca il cielo lo sguardo, e il

petto batte nella notte un incendio di baci

e tamburi. Lo scivolo del mare traghetta

tristezze di gabbiani e 700 colpi di rondine

vuotano il caricatore nero della morte.

[700 corpi nel mediterraneo. 700 cronache di rondine.

700 squarci all’amore. Quanta litania ha per voce il mare.]

 

2015-06-08

Questa terra di basse scogliere è un invito

al pentimento, una preghiera genuflessa

al martirio. Questa vocazione di smarrimento

forma sillabe di impotenza e caporalato,

sottomissione e colpevolezza. La ragione

sincera dei corpi fa grette parole di crosta

di pane bruciato. Se il forno brucia, sciama,

scintilla, strilla, ma è tenera rassegnazione

di madre invelata dalla notte.

 

2015-06-08

Questa luce di ceppi bruciati ha il colore

scuro della notte. Se le campagne bruciano

fuori di legge, se le diossine cancrano le pelli

delle anime, se gli amianti sfregano sui calci

del gioco, si dà fragile l’infanzia nella polveriera

di questi giorni. Questa vista di basse scogliere

schiaccia gli orizzonti alla terraglia. Questo

sangue tiene in risposta sua solo l’amore.

 

2015-06-19

Entropia del fuoco il mantice iroso del vento

la bestia tragica che nutre in grembo la vita

l’ombra della luce sulle porte, il verso piano

delle colline sputate dalla terra. Entropia del

fuoco il mantice iroso del vento, la calca

silenziosa che fa la notte sulle pietre, sulle

case. Queste finestre aperte come ali

spalancano in volo senza confini la carne

delle parole.

 

2015-06-23

Entropia del fuoco la piana che sfuria la brace

di chioma di lèuna, l’entropia estuata dei corpi

l’etimo delle tue braccia infiamma in note il

canto acceso dei nostri incontri. Sono le tue

braccia corde d’arpa un contrassegno di metonimia

o l’alchimia del verbo, il senso, la metrica del suono.

Entropia del fuoco adesso che è già l’ora e le tue

braccia suonano nel caldo della luce. Ora che sopra

la spina la rosa ha cantato in fiore, ora che sopra la

spina la rosa ha cantato in fiore.

 

2015-07-13

Per farla breve le righe cadono fulminanti, ma è il gesto

che raccoglie la prova dell’esistenza. Ma è il gesto che dà

prova del fulmine. Entropia del fuoco se l’arco delle rose

raccoglie tutto. Le api, le mosche, le nuvole sopra e la terra

sotto. Ma è il silenzio che piove nella polpa dei corpi che

amano l’abbandono discreto e si perdono. Forse solo si

intendono.

 

2015-07-13

La fenditura delle rondini di mare, questo trasporto di sale

che e le ali e il becco e la forma del volo nel vento. Ma non

di bianco silenzio della luce, o solo per trasparente amore.

L’esito del volo ha una traiettoria di mantice, una carezza

di fuoco e una quantità di informazione che imprime marca

al linguaggio. Il corpo della lingua mette in gioco il corpo

dell’uomo. Entropia del fuoco l’eccesso di lingua la forma

di luna al mattino. O forse i corpi che solo si intendono.

 

2015-07-13

L’occupazione del margine comincia presto. Scrivere dal

bordo verso il centro verso altro bordo altra scrittura altra

locazione di parola. Per meglio lanciare i coltelli, per meglio

sfoltire il cielo. Sotto questo cielo trasparente senza cielo,

sotto tutto questo cielo senza cielo solo i morti passano e

dicono del tempo. Il pentagono di legno sulla teca di legno,

la chiusura del posto del riposo, i fiori hanno rubato la voce

dei pianti. Per altro depositare il tempo.

 

(estratti da “Entropia del fuoco”, inedito, 2015)

 

Da Quaderni di Arenaria – vol. 8

Annunci