Da: Rivista annuale de LaRecherche.it

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Anno III, n° 3 dicembre 2015

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LA SILLABA MANCANTE È L’ARCHITRAVE

Amina Narimi

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C’è sempre qualche luce se l’aspetti,

se ti metti inginocchiato sei più grande

se risplende un pianto nudo, un solo verso

fessura l’infinito e rifiorisce

la speranza. è un libro fatto d’aria

in cui le note della voce fanno tana

illuminando il gran silenzio mentre sale

lucida, e stordita, una poesia

usando la ferita per radice

ritorna dentro gli occhi la marea,

con la folgorazione, lenta, lungo l’acqua-

le fila delle trombe insieme ai corni

i legni che si alzano alle arpe

e, come in piedi, gli archi, in cerimonia,

si uniscono alle onde- dove batte

il nome che ti manca, cristallino

.

Siamo foglie che s’involano, sorelle

nell’ovunque e immensa comunione

di nitore dello sguardo, come un lampo

che spalanca gli occhi dentro il sonno-

mentre prima li chiudeva per paura-

un altro fiore rischiara nei tormenti

e fa risorgere parole tra i suoi veli

salvando l’indicibile e chi ami

Così mi abiti, e, ogni sera, io ti sento

quando mi passi il pane, con le mani,

la sillaba mancante è l’architrave

che congiunge l’invisibile a chi vedi,

come l’albero fiorito nella neve

la cecità è questa fronte, bianca,

una coltre, intorno al cuore, muta,

è il sole che attraversa la mia nebbia

sottile come un’ostia, e, come un segno

d’acqua in chiesa, scivolata tra le labbra

dove la luce non arriva

abbiamo ancora una possibilità.

*

MISTICA DEL VENTO

Davide Cortese

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Mistica del vento

nel segreto detto all’albero

a fior di labbra,

con antica dolcezza.

Incantagione

sul fiore del ciliegio.

Cosa sa il frutto che io non so?

Ne mangio con avidità

e sono ebbro del suo mistero.

Mordo la polpa di un arcano.

Il mio solo tempio

è questo bosco sacro:

la divinità ha rami come le mie vene,

e foglie verdi che disegnano il mio profilo,

e corolle in tutto simili

alla natura della madre mia.

Ho fede nel colore del frutto,

fiducia nella bontà del suo profumo,

credo nella sua bellezza innocente,

nella sua audace tenerezza,

credo nella durezza del nòcciolo,

credo nel suo sapore di vita

e professo la difesa della sua purezza,

che è la mia stessa ineffabile purezza.

Non sono forse frutto, io?

L’amore solo io prego:

mordimi piano, dico,

ho labbra di ciliegia.

Da Madreperla (LietoColle)

*

DAGLI ABISSI ASTRALI

Elsa Paradiso

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Ho attraversato chiglie

del mio universo temporale

per farmi folla di stelle

sperando che almeno una

la cogliessero le tue mani.

Ma dagli abissi astrali

luci sorgive sfociavano

risucchiate in mare

travalicando approdi

schiave di maree pagane.

Livide e incatenate

le dita stanche

suggevano scintille di sale

e attimi

fuggiti prima che pensati

l’ Ultimo

sarà fra un battere e un levare

avrà le note di Einaudi*

l’illusione di restare.

Prima

che un muto sparo lo colga in volo.

Prima

di una notte senza più Mattino

* Ludovico Einaudi

*

IO TU E MILLE ALTRI

Roberto Maggiani

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Preferisco restare in questo mio cervello

materico estromesso

dal flusso del pensiero dominante

e da lì viaggiare

respirare l’universo indiviso

immaginando tutto il reale

o semplicemente tutto l’immaginabile

che diverrà reale.

Da qui vi osservo annaspare

nel fiume impetuoso della conoscenza

affascinato dai vostri cervelli

dallo scatto d’intelligenza

che avverto quando comprendono

come una serratura che s’apre:

da ognuno partono molte storie divergenti.

Alcuni si salvano

guadagnano la riva del buon senso.

Altri si perdono ebbri di grazia

o esaltata virtù di conoscenza.

Mi accorgo dell’ambiguità del pensiero

e scopro su me stesso che l’intuizione ha valore:

s’innesta nel cervello

la sintesi del vivere e del conoscere

il segreto cercato con affanno

del quale io tu e mille altri restiamo in attesa.

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