Felice Serino

LO SGUARDO VELATO # 1

.

 

Dove l’angelo

falesie di pensieri

nella fragilità del giorno

quando alta

s’eleva la parola – dove

il senso di sé t’innamora

dove l’angelo

perde una piuma

*

 

Vaghezze di luna

vola nel sangue della parola

l’anima gemmante

un’alba cadmio

accoglie

in vaghezze di luna

l’erratico cuore

*

 

Cul-de-sac

tu che deambuli come

su inclinati piani

dimmi che vedi in questa

bolla d’alcool e droga

se mondi immaginifici o

sorta d’inferni

ti scagli sulla madre per la

giornaliera dose

tu potenziale omicida

su strade d’asfalto allucinate

ahi che non vede mai giorno

il tuo cul-de-sac

è rovi e croci

sangue pestato nei tuoi vaneggiamenti

*

 

Vertigine di specchi

un’incognita ti resta la vita

nebulosa sogno o cos’altro

che ti avviluppa in una bolla

o forse solo velo da strappare

col beneplacito del tuo angelo

vedi

alle spalle i frammenti di te

in una vertigine di specchi

aggrapparsi al vuoto

ricacciati

indietro

dall’unghiuta morte

*

 

Di luce l’abbaglio

(testimonianza)

colma la bocca

di luce l’abbaglio

della veste

sentivo nelle ossa un fuoco

come lazzaro

mi sono levato

e andavo leggero come nell’aria

*

 

Di fosfeni e nubi

a labbra di luce poesia mi desti

da assonnate rive

vaghezza

vi transita di fosfeni e nubi

ove intoccabili sogni

dimorano

*

 

Vivere in volo

fantasia questo vivere

in volo

nella liquida luce

notti acrobate

a fare incetta di sogni

per un’alba d’inchiostro

*

 

Blu marino

sciami di pensieri

sparpagliati

in riflessi di luna fantasma

ore dilatate un’alba fitta

d’inchiostro blu marino

altri me a sciorinare

-tenerezze in sorrisi di fiori-

della vita anteriore

*

 

La tentazione

è innegabile

abbiano avuto debolezze i santi

prima d’involarsi

risalendo in strenua lotta

luce dopo luce

alla parte angelica

*

 

Il filo dei ricordi

aprire a ventaglio la mente

su pindarici voli e lucidi

sogni

vi ci trovi tra vaghe

nuvole un nugolo

di uccelli a farti corona

riportandoti

nel becco il filo dei ricordi

e i versi

amati e persi

*

 

Come monnalisa

dove trovarti nudità

di poesia tu assisa nell’olimpo

degli aedi

abiti forse nel puro

sguardo del neonato o nel bagliore

della lama

uscito da una novella di borges

imprendibile sei e sdegnosa

mi segui come lo sguardo

di monnalisa

esci dal quadro e

sguinzagli i malcelati sogni

*

 

Una certa luce a flettersi (2)

una certa luce a flettersi

nella dimora della mente:

quel tuo ostinato cercare

tra i naufragati ricordi

il volto amato

reciso dalle forbici del tempo

nell’assedio degli anni

oggi ti sorprendi

a dar corpo alle ombre

di fantasmi inanelli il tuo presente

 

© felice serino

 

 

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