QUEST’OPERA È STATA SELEZIONATA
NEL CONCORSO LIBRI DI-VERSI IN DIVERSI LIBRI
IN MEMORIA DI NUCCIO CARUSO EDIZIONE 2014-2015

Felice Serino
Nel perdurare la luce
POESIE SPARSE
(1978-2014)
2015, 8°, pp. 56
Collana ARABA FENICE n. 213
€ 10,00acquista
ISBN 9788869540424

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LE OCCASIONI PERDUTE

la mia vecchiaia avrà il ricordo
delle occasioni perdute
di legni che non tocca la risacca
indifferenti o timorosi di
naufragio

la mia vecchiaia sarà il vino
di scarse annate l’amaro
di non aver dato e preso:
mi resterà solo una
rassegnazione attaccata alla pelle
dell’anima
e avrò fame di ricordi e i ricordi
nominati
mi dilanieranno

1978
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… [nell’opera di Serino] il tessuto dei versi è coerente e ha un tono e un timbro inconfondibili. I temi toccati ruotano attorno a una ricerca spirituale intima del poeta ma nel contempo rivolta ad ogni uomo. I versi, come nei grandi artisti mistici del Medioevo, esprimono l’inesprimibile del mistero divino soprattutto attraverso il simbolo della luce. La spiritualità del poeta è però modernissima perché inquieta, mobile, non univoca.
Alcune immagini, metafore e parole-chiave sono ricorrenti nella raccolta. Oltre alla luce, altri simboli ricorrenti nei versi di Serino per esprimere l’inesprimibile – l’“Oltre” – sono il sogno e l’azzurro, che si intrecciano con la musica nel tentativo di dare corpo al divino. Tuttavia, i versi di Serino non hanno certo caratteristiche tradizionali e meno che mai “cantabili”, in quanto nel loro originale ritmo si manifesta la presenza della realtà umana fatta di carne e sangue, dei “veleni del mondo” e, in particolare, del mondo contemporaneo in cui “l’autentico” è “violentato dal mediatico”.
All’interno di questa antitesi decisa fra l’Altrove e il male del mondo determinante è la funzione della poesia, che definirei profetica ma, anche, casa in cui rifugiarsi per distaccarsi dal male di vivere. La spiritualità di Serino e la sua fede nell’Altrove non è mai incerta. La cultura su cui fioriscono i versi dell’autore è estremamente ricca: lo si comprende da citazioni dirette o indirette, e soprattutto dalla ripresa rielaborata, nei versi, di altri versi, secondo una tecnica già presente in grandi poeti, da Dante a Luzi, ma usata in modo originale.
La lirica di Serino si colloca nel panorama estremamente vasto di questa sorta di ideale “empireo della poesia” che si contrappone – almeno come possibilità di difesa – ai mali della storia.

Giordano Genghini

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BIOGRAFIA

FELICE SERINO è nato a Pozzuoli nel 1941.
Autodidatta. Vive a Torino.
Ha pubblicato varie raccolte: “Il dio-boomerang” (1978), “D’un trasognato dove” (2014).
Ha ottenuto importanti riconoscimenti e di lui si sono interessati autorevoli critici.
È stato tradotto in sette lingue.
Intensa anche la sua attività redazionale.

Per saperne di più:
http://www.libreriaeditriceurso.com/serinofelice.html

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