nel corpo abitato

non si somiglia a nulla: occhi come navi
affondano nella memoria da cui siamo venuti,
trascinati. vivi credi. credo dappertutto
come bambini, la tua indole che tormenta
nel tremolio le braccia. resta con me,
senza rincorrere il tempo. con me il tronco
da cui nasci, sventra e perdura. afona
la tua gola chiama.

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