Antonio Ciavolino

da Scrivere.info

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Autobiografica

Ho tramato pezze di speranza
per rammendare l`anima mia
sdrucìta nel cuore del mondo;

ho cantato canzoni liete
al mare silenzioso del mattino
mentre calava la luna di marzo.

Con la veste lacerata di scirocco
ho contemplato nubi a perdifiato.
Ho conosciuto le danze nella musica;
la coppa dei vini; i baci dell’amata.

Lascio l`ombra dell’albero,
gli usignoli in giardino, il respiro
tenue del tempo. Roma, New York:

il passato, il futuro, il presente
rivoltato, abbattuto dal nulla;
la mia fantasia insana,
le strade secondarie,

le pozze della marea;
il pianto lontano dei gatti.
Sussurri, l’anima mia,
tutta la notte.

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Ci salva la pazzia

Ci salva la pazzia,

quest’amore irredento
per le cose astratte
nell’alito del tempo
che ripercorre dentro
come vento maestro
turbina e squassa
la soglia inquieta
e la stupidità che passa.

(Un capolavoro di conseguenze:

la resurrezione chi sa
particolari minimi
assoluti ancillari
se basteranno
divagazioni). Navigo
disagiato a vista
aprendo quell’altro occhio.

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Con il vento

Colore di mare
digrada via via
nell’azzurro dal blu.

“Sommerso muta il tempo
ed in silenzio vibra
la tela sottovento:
carena d’altre nubi,
prora di cuore a lasco.”

Dal viola sovrano nel ciano
d’oceano vario e cielo
più ancora una vela, al largo.

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Di converso

Gelami d’imbarazzo improvviso
nell’ora di sole,

poi di converso

ardimi, di sfacciata consuetudine,
i giorni della luna.

Rendimi
il miele che m’addolcì
le notti del delirio ed il calvario,
crocifisso, con un bacio
della luna intrigante.

Poi, di converso,

negami
il fiele che m’avvelena
le aurore lucide, sul viale
in festa, col morso
semplice del sole,

complice.

^

Dimmi di me

Dimmi di me
al tempo del ritorno:

narra la stella
che dondola la vigna
tra i grappoli dorati
della seconda luna:

cruna questa natura,
passaggio stretto
e greco di falerno:

passa il dolore,
nell’uva che matura,
fertilizza le zolle:

sarà un’annata piena.

Appresta il torchio
che schiaccia sangue e cuore
con gli acini e le streppe:

quella vinaccia dura,
promessa incasta,
ebbra di buon raccolto.

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Jesus

Amore, evidente, passione, estenuante
croce d’ombra, nell’ambra della fiamma:
muro bianco d’adempimento. ” Spogli
il Signore quest’uomo,
vecchio, delle sue azioni…”

La luce si spezza sul profilo del golgota
e cola in profumo di lino, rara essenza cadmio
o zafferano; ciano, verde rorido o rosso,
nel flusso del continuo.
Nel flusso del continuo.

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Sara

Ora tessi
la canapa e l’ordisci
come tuo tempo,
telo di sentimento
e trama del suo spazio,

alla bifora dei silenzi,
mentre platina
la luna sui tuoi fili,

comandi al fato
intanto che domandi
notti nuove, quando
nel vezzo dei tuoi aghi,
Sara, mi leghi.

^

Tu ed io

Al riparo dalle chiacchiere stolte,
tu ed io, preludio alla dimora
dell`amore eterno. Tu ed io come una cosa
sola a scorgere noi stessi né fuoco
né di spuma, né polvere o rugiada.

Senso significante, tu ed io,
parola, cenno, gesto. Amanti

d`argilla redenta d`emozione,
quando mai saremo sminuiti,
tu ed io? Tu ed io nei veli
d`ogni giorno scopo del desiderio. Tu
raggiungesti me ed io fui
la tua casa. Prosciugata ogni sorgente
che non discende al cuore, tu ed io

esiliamo ogni valore, ogni volere
è nulla. Non dubitando, mi sarai
spada ed io ti sarò fiore. Dalle profondità
del fango convertito, tu ed io
ci modelliamo e l`anima compare.

Così: io sono te e tu, come sarà,
sei me (inesprimibile a parole e dire
e dire e dire ancora e dire: il mistero
non diverrà più chiaro). Ecco,

solo il silenzio ci sarà
guida e rivelazione. Amore,
l`ineffabile, fin quando durerà,
tu ed io, dimoreremo in Dio.

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*

landa
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