Il sasso nello stagno di AnGre

a.

ti insinui nella curva del mio primo sguardo

a confonderti scia calda pronto a brillare

sabbia finissima tra incavi di rive scure

appena posato ad una distanza fuoristagione

sei eco mille volte restituita di sciami fioriti

di conchiglie che prismatiche colorano voce

in cristalli di desiderio a scandire il ritorno

ti seguo prima orma dopo la tempesta

a svelare mattini nel disavanzo di tempo

si sovrappone alla spiaggia il deserto

sei ritaglio finissimo di madreperla al collo

frantumato il guscio che ci ostacolava

rivedo i tuoi lini confondersi col maestrale

e d’azzurro colmare tasche prima del ricordo

soccorrimi in questa necessità di saperti

oggi che alle maree siamo sopravvissuti

e la risacca ha svelato il dire di una bottiglia

*

Angela Greco, luglio 2014

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