Felice Serino

Da TRASFIGURATI ANELITI # 3

 

Forse un angelo

a trascendersi in me
è forse un angelo
nel punto dove l’anima vibra
come diapason
e in un mutevole cielo d’occhi
mi asseconda
a snudare la bellezza
da frammenti di parole e suoni

qui nel mio sangue
ecco si leva il fiore
che non so dire

*

Anche tu a precedermi

(all’amico Flavio)

anche tu a precedermi
sulla via dell’Inconoscibile

piena la valigia
avevi di falci di luna
e di balenii di vergini aneliti

te ne disfacesti insieme al corpo
per “vestire” una verità nuda

oggi dallo scrittoio del cuore
a te mi volgo
e i tuoi versi mi suonano
come una profezia

*

Oasi di verde

sul lato opposto un po’ d’ombra
il solito giro poi
la panchina il libro
oasi di verde da respirare
vaghezza di nuvole a riflettersi
sulla pagina
e i gridi
dalla vicina scuola
di chi anela alla libertà degli uccelli
e la ragazza a fare footing
tempo quattro minuti tondi
e ecco da dietro l’isolato laggiù
ti rispunta la maglietta rossa

*

Come in sospensione

aria dolce della sera
unghia di luna
sovrastante
la linea cielomare
questo sentirsi
come in sospensione
un sognarsi altro da sé
a dilatarsi in un
ignoto spazio
mentre la vita impone
suoi ritmi

*

Ali di farfalle

sono emerso da profondità oniriche
come da abissi senza scafandro
lì ho incontrato i miei morti

la luna si bagnava nei loro sguardi
dai sorrisi spiccavano voli
improponibili farfalle
ali enormi mi avvolgevano
in un senso di pace
mentre mi perdevo
nei loro vertiginosi colori
come in un quadro di kandinski

*

Nel chiuso della stanza

le mosche assassine della mente
nel cantare il Tuo nome
nel chiuso della stanza

ah più breve sia l’arco
che da Te mi separa
e da questo naufragio di sangue
la Tua mano mi tragga

*

Sarebbe forse un cadere

sarebbe forse un cadere in demenza
meno devastante
che questo abbuiarsi del sangue
mostro della mente che
come un gioco m’intrappola
in un giro vizioso ed io
a mordere il giorno
come sfuggirgli dove nascondermi
uscire da me stesso
annullarmi
ah trafiggetemi stelle mare avvolgimi
nel tuo fresco lenzuolo
oggi è un penare che non sostengo più

*

Un levarsi d’ali

stato celeste antimaterico
in sogno un levarsi d’ali
fiammante fiore
di sangue
disincarnato

*

Fiore di sangue

vuoi bastare a te stesso
il tuo “assoluto” è polvere
che abita nella bocca dei morti
pazzia fare a meno di Lui
quattr’ossa in croce
altro non sei nella vastità di cieli
ma a un tempo quel fiore
di sangue del divino
in te profuma e canta
-urla la radice se la strappi

*

Le radici del cuore

[Spunto tratto da una poesia del 2005]

cogliere una piccola morte
nello strappo di radice
dove altra ne nasce
dal suo grido

cogliere l’inesprimibile
di questo morire
che s’ingemma d’eterno

(c) Felice Serino

Annunci