“Prepotente, feroce
rinasci, e di colpo, in una notte, copri
un’ intera parete appena alzata, il muro
principesco di un’ ocra
screpolato al nuovo sole che lo cuoce…
E basti tu, col tuo profumo, oscuro,
caduco rampicante, a farmi puro
di storia come un verme, come un monaco:
e non lo voglio, mi rivolto – arido
nella mia nuova rabbia,
a puntellare lo scrostato intonaco
del mio nuovo edificio.
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Tu che brutale ritorni,
non ringiovanito, ma addirittura rinato,
furia della natura, dolcissima,
mi stronchi, perché stroncato
da una serie di miserabili giorni,
ti sporgi sopra i miei riaperti abissi,
profumi vergine sul mio eclissi,
antica sensualità…”

 
Pier Paolo Pasolini, Il Glicine, in La religione del mio tempo,
Garzanti, 1961.

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