Felice Serino – Frammenti di luce indivisa – 2014

 

Con Frammenti di luce indivisa Felice Serino ritrova la sua piena maturità espressiva, giungendo ad una grande originalità, confermando la sua cifra inconfondibile, già presente nelle raccolte precedenti.
L’autore si può definire un poeta mistico calato nella contemporaneità, che si esprime tramite una scrittura che potrebbe accostarsi senz’altro a quella di David Maria Turoldo per i contenuti ma non per la forma.
Il pathos, sotteso al poiein del nostro, si basa sulla semplice constatazione della presenza della vita, nella quale, in quanto esseri umani siamo immersi, nell’esserci sotto specie umana, che porta l’io-poetante a riflettere sui temi della vita stessa e della morte.
In tale senso si svela il senso della scrittura, in questo testo non scandito, che, per la sua unitarietà, potrebbe essere definito un poemetto.
Di poesia in poesia Serino attraversa molte sfaccettature della condizione della persona calata nel quotidiano di ogni giorno, teso sempre verso una prospettiva trascendente.
Il Dio descritto da Serino è pienamente immanente e pervade l’essenza stessa dell’io poetante.
C’è quasi un rapporto confidenziale tra l’autore e Dio, un pieno abbandono del primo nel secondo.
C’è un tu al quale il poeta si rivolge e dal quale cerca di ritrovare gioia, forza, luce e conforto per affrontare il mare magnum della vita.
I componimenti sono spesso brevi, a volte più lunghi e divisi in strofe.
Quasi tutte le poesie sono concentratissime e icastiche e risolte in un unico respiro.
Alta è l’eleganza formale di ogni singolo componimento e tutti i testi sono ben risolti.
Frequente è l’aggettivazione che crea effetti sfumati e tutte le poesie iniziano con la lettera minuscola, elemento che ne accentua un’arcana provenienza con una consistente dose di ipersegno.
Altro tema è quello di un naturalismo rarefatto e uno degli argomenti trattati dall’autore è quello della gioia di vivere per azzerare la depressione e, ovviamente, è la scrittura che riflette su se stessa il migliore antidoto alla malinconia e al dolore.
Ogni pagina è illustrata con immagini di piume, come di angeli, per accrescere l’ansia e l’anelito mistico che trapela dai componimenti.
Si tratta di un tipo di poesia, che scavando in profondità rende bene la tensione ontologica.
Vengono detti angeli e santi (ad esempio S. Agostino) e si stemperano a volte i versi in un erotismo mistico.
E’ espresso il ciclo della vita (infanzia, giovinezza, maturità, vecchiaia).
Il dettato è chiaro, nitido, luminoso e levigato e c’è un forte senso etico.
Si percepisce una forma di creaturalità dell’io poetante, nel suo tendere a diventare persona e i sintagmi sono scattanti e procedono spesso in lunga ed ininterrotta sequenza.
Il componimento iniziale, Docile alle tue mani, ha un carattere programmatico e l’interlocutore è Dio, descritto come salvifico e amico dell’uomo.
Si può dire che corporeità, carne, materia si fanno verbo e così sgorgano i versi, che possono essere letti anche come preghiere molto sentite e accorate.
Altre volte il poeta si ripiega su se stesso nel suo solipsismo, con un profondo scavo nell’interiorità e le poesie sono connotate da densità metaforica e sinestesica.
Un esercizio di conoscenza, quello di Felice Serino con queste poesie alte, che sono un inno alla speranza dell’ uomo, che, se anche è una canna al vento è una canna pensante (e il pensiero stesso si invera nei versi).

Raffaele Piazza

http://www.literary.it/dati/literary/p/piazza/frammenti_di_luce_indivisa.html

 

 

 

sguardo_dalla rete

 

Annunci