FELICE SERINO

Da: FRAMMENTI DI LUCE INDIVISA # 2

 

 
Una spalla di luce

non ricusare mi dice
questa spalla di luce
e se ho lasciato
che ti perdessi è perché
dal tuo fondo mi tendessi le mani

non sia tu di quelli
“che non si voltano” e hanno
fumosa aureola
appoggiati alla
spalla di luce che
è l’Io sono

*

 

 
Cerchi sull’acqua

sospensione lucente

petali vellutati fanno
cerchi sull’acqua

si staccano voli
dal tramonto

*

 

 
Nell’aria vegetale

si aprì il mattino azzurro
nell’aria vegetale
come un mare nel seno del cielo
e da una costola
per lui Egli la plasmò
dalle sinuose forme
a far tondi gli occhi vogliosi
d’un amore tendente alle
stelle

*

 

 
Più d’una vita

l’insistente
mostro della mente
e l’embolo d’ombre
e quanta
morte in questa vita
più d’una
a far nascere
ali
dove sanguina
la trasparenza

*

 

 
Il preesistere

[ripresa da una poesia datata]

e tu a chiederti il perché
dell’effimera bellezza del fiore o
della breve luce che vive la
farfalla

e del preesistere
d’ogni singola specie non dici
che si sa nominata
e trasfigurata è oltre
quell’orizzonte dove
continuano
il mare i gabbiani nel fondo degli occhi

*

 

 
Ulissidi

[ripresa da una poesia del 2011]

veleggiare verso lidi
dell’Origine
impastati di luce
alchemica
in fondo agli occhi
aperti mari
dei sensi

*

 

 
Far posto all’angelo

dev’esserci forse un angelo
alla mia sinistra
e sì che per natura
non sopporto nessuno da quel lato
camminando per strada
che non sia una benefica presenza

chi mi accompagna nella luce
declinante degli anni
non sa di dover fare
posto all’angelo

che provvido
mi aiuti a scalzare
ogni giorno la morte

*

 

 
Quei versi persi

[nel percorso col bus verso Brescello]

poi di ritorno a sera
carta e penna o se vuoi tastiera
il bianco che ti fissa
e ti ci perdi
un muro
la mente un muro
provi con un verso
impreciso poi un altro
ma no non era così
che l’avevi pensata
eppure ce l’avevi tutta lì
come una cantilena tra veglia e
sonno negli occhi la confusa
striscia bianca sulla destra
ed eri in uno stato di
tortura-goduria
trattenendoli ancora quei versi
ma ora niente
un muro la mente
risucchiati da un buco nero

*

 

 
Borderline

[ispirata a un’altra mia poesia a tema sociale]

la tua carne dolorante
tu crocifisso alla
sopravvivenza
non un tetto un letto d’amore
i figli
sconosciuti
cieli caduti nel fondo degli occhi
ti perdi
tra i rifiuti dove
sembri cercare brandelli
di quella vita che ti ha tradito

*

 

 
Cieli bianchi

cadute virgole
dalle pagine dei giorni
come un assordare di cristalli

poi brividio
di luna nel cerchio delle sere
cieli bianchi di silenzi

a propiziare un appiglio
per reinventarsi
la vita

 
(C) Felice Serino

 

 

 

 

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