Le parole leggere

Le parole leggere

come pensate
vogliono subito uscire nell’aria
posarsi sulla pagina-lenzuolo
sotto tante lampade

vite in fieri
si chiamano

fan ressa una
scrematura è tuttavia
pressante

si cercano nel sangue
in epifanie di luce

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Da ORIZZONTI DI PALPITI (4)

Felice Serino

ORIZZONTI DI PALPITI #4

.

Come monnalisa (2)

simile alla monnalisa
che il tuo sguardo segue se ti sposti

è musa risvegliata l’idea latente
che in modo misterioso ti prende
corpo e anima

allora dallo stato di grazia
ti lasci portare al guinzaglio

.

Due note

due note
insistono nella mente
risalendo da un altrove in sogno

inducono
a una mestizia
che non sai dire

come quando intenerisce
il cuore
abbeverandosi a un filo di pietà

.

Per nascere farfalla

rivolti convenzioni
ti affidi all’inaspettato che
abita ogni tua cellula e sangue

rovesci il senso
del mondo: strato su strato
risali
cieli

per nascere farfalla

.

Un canto nelle vene

scompariremo

sì – la verità ci attende

spariremo alla vista
per essere altro: forse
vaghezza di nuvola o
sorriso di fiori

saremo volti
che galleggiano
sulla superficie del sogno

e avremo nelle vene un canto

.

Il bello che hai dentro

(a una madre)

sarai o già sei musica e luce
se vivi per il bello
che ti fa vibrare le intime corde

pensi è un miracolo questo
fagottino che ti trovi in braccio
che dorme come un angioletto

nessuno potrà strapparti
il bello che hai già dentro

che ti supera

.

Fiore del sogno

fiore del sogno
ricamato di nonsensi
su sbavature di ossimori

sequenze di figure
daliniane
uscite dalla bocca della notte

fiore del sogno
che apre oblò
sul bello o sulla follia

.

Sapremo

sapremo – io di te tu di me dei nostri
scheletri nell’armadio
di ciò che non ci siamo detti
delle ammutolite coscienze nell’ora
alta delle scelte
dove si curva l’orizzonte dei pensieri

sapremo – non per speculum
in aenigmate: trasparenti saremo

.

E oggi che mi ritrovi uomo fatto

padre che sei rimasto di me più giovane
consumato anzitempo
una vita sul mare e le brevi
soste col mal di terra

avevi la salsedine nel sangue

così presenti
mi restano le rare passeggiate
mattutine e mai che mi avessi preso
per la strada in discesa
a cavalcioni sulle spalle

di carezze non eri capace

e oggi che mi ritrovi
uomo fatto
sai: mi fa male quel distacco

.

Conoscerò

[ispirandomi a David Maria Turoldo]

non oso toccare
il Tuo amore: rendimi
bianco come neve

per quel giorno che
mi si schiuderà la porta
che mi tiene nella morte

invadendomi la luce

allora
conoscerò
come sono conosciuto

.

Dire del sogno

dire del sogno
di orologi molli e
di allucinate visioni
dell’inconscio che s’apre a ventaglio
portandoti a guinzaglio lungo
corridoi asettici senza
interruzione di porte

sentirti avvitare
nella vertigine
capriolare nell’orbita
di stato ipnagogico

risalire
al grembo-casa di mare

.

Lo spazio di un volo

ahi i ponti sgretolati
o pure considera quelli
detti collanti di carne e di sangue

e il desiderio che
si fa arco d’amore
filo teso d’acrobata

all’altro capo sei Nina

e mi vedi adesso
varcare fra nuvole in sogno lo spazio
di un volo fino alle tue braccia

Mattia Tarantino, I versi non sanno

Poesia Ultracontemporanea

Ma i versi non sanno
ingoiare le falene quando sempre
più nere e sempre
più feroci insorgono e devastano.

Non sanno quanti nomi
possiamo dare agli angeli, quante
voci setacciare fino all’ultima
vocale ancora intatta.

Non sanno quali giri
porta avanti la fortuna, quali sfere
interrogare perché i bimbi
non confondano il sangue con le rose.

Eppure conoscono
il mistero delle gazze quando legano
alle ali un cielo furibondo

(Inedito)

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